In breve
- La cessione del quinto funziona così: la rata del prestito viene trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, non può superare un quinto del netto (300 euro su 1.500) e dura al massimo dieci anni; le polizze vita e impiego sono obbligatorie e stanno nel TAEG.
- Con 300 euro di rata per 120 mesi al tasso medio del 9,88 % si ricevono circa 23.200 euro e se ne restituiscono 36.000: sopra i 15.000 euro il tasso è spesso più basso di un prestito personale, ma la durata lunga alza il costo totale.
- Ha senso per chiudere un debito più caro o quando la garanzia della trattenuta apre una porta altrimenti chiusa; va usata con cautela, confrontando il TAEG con i tassi medi della Banca d’Italia e leggendo il SECCI prima di firmare.
Come funziona la cessione del quinto è una domanda che mi arriva da dipendenti e pensionati con un tono a metà tra curiosità e sospetto: «è vero che mi trattengono i soldi in busta paga?». Sì, ed è proprio la sua caratteristica: la rata esce prima che lo stipendio arrivi sul conto corrente. Nella mia esperienza la chiede chi cerca un finanziamento a un tasso spesso agevolato, dando in cambio alla banca una garanzia più forte grazie alla trattenuta. In questo articolo spiego chi può chiederla, quanto si può ottenere e per quanto tempo, faccio un esempio con i numeri su uno stipendio netto di 1.500 euro, elenco gli svantaggi e dico quando, secondo me, ha senso e quando no.
Come funziona la cessione del quinto?
La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti e pensionati, rimborsato con una trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione: la rata non può superare un quinto dello stipendio netto e la durata massima è di dieci anni. Il datore di lavoro o l’INPS versa la rata al finanziatore; le polizze vita e impiego sono obbligatorie.
La regola sta in una legge del 1950, il D.P.R. 180, scritta per i dipendenti pubblici e poi estesa ai privati e ai pensionati: si possono cedere quote dello stipendio «fino al quinto» dell’importo netto, per periodi non superiori a dieci anni; in pratica le durate vanno da 24 a 120 mesi. Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione, mentre è libero di rifiutare la delegazione di pagamento, il cosiddetto «doppio quinto». E qualunque sia l’importo, valgono tutte le tutele del credito ai consumatori: modulo SECCI prima della firma, recesso entro 14 giorni, rimborso anticipato con riduzione dei costi.
Quali sono i passaggi per la cessione del quinto?
- Verifica dei requisiti: contratto a tempo indeterminato (o a termine, con durata entro la scadenza del contratto) oppure una pensione cedibile.
- Richiesta al finanziatore con busta paga, Certificazione Unica e contratto; il pensionato chiede prima all’INPS la «comunicazione di cedibilità», che indica la rata massima.
- Consegna del SECCI con TAEG, costi ed esempio rappresentativo, e valutazione del merito di credito: sì, anche qui.
- Polizze: vita e rischio impiego per i dipendenti, solo vita per i pensionati; puoi portare una polizza equivalente scelta da te, che l’intermediario deve accettare.
- Notifica al datore di lavoro o all’INPS, che da quel momento trattiene la rata e la versa al finanziatore; erogazione sul tuo conto corrente.
Chi può chiederla: dipendenti, pensionati e chi ha altri prestiti
I dipendenti pubblici e privati a tempo indeterminato sono i destinatari classici; chi ha un contratto a termine può chiederla solo con una durata che finisce entro la scadenza del contratto. Il TFR maturato fa da garanzia: sul TFR ceduto non vale il limite del quinto e, se il rapporto di lavoro finisce, la cessione si estende sulle indennità dovute. È il motivo per cui la garanzia è così solida per il finanziatore, e per cui il debito non sparisce se cambi lavoro.
I pensionati pubblici e privati possono cedere fino a un quinto della pensione al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, sempre per non più di dieci anni, con una sola trattenuta possibile e la salvaguardia del trattamento minimo: le pensioni integrate al minimo non sono cedibili. La procedura parte dall’INPS, che rilascia la comunicazione di cedibilità con l’importo massimo della rata; la polizza obbligatoria copre solo il rischio di morte; il tasso non può superare la soglia antiusura oppure, per le finanziarie convenzionate, il tasso convenzionale per fascia di età. La nuova convenzione INPS, valida da maggio 2026 ad aprile 2029, prevede estinzioni anticipate e cambi di finanziaria solo online e un costo di 2,03 euro per ogni trattenuta.
Chi ha già altri prestiti, o ritardi alle spalle, spesso arriva alla cessione del quinto come ultima porta. La richiesta passa comunque dai sistemi di informazioni creditizie (SIC) e dalla valutazione del merito di credito: la Banca d’Italia ha ricordato agli intermediari che la solidità del datore di lavoro non basta. La garanzia della trattenuta rende più probabile un sì a chi ha avuto qualche ritardo, ma non è una promessa; con un prestito personale in corso si può ottenere anche una cessione, se il bilancio regge entrambe le rate.
Quanto si può chiedere: il quinto dello stipendio e la durata
Il quinto si calcola sul netto, non sul lordo: con 1.500 euro di stipendio la rata massima è di 300 euro, con 2.000 euro è di 400, con una pensione di 800 euro è di 160, fatta salva la quota che protegge il trattamento minimo. L’importo che puoi ricevere dipende da tre cose: la rata, la durata e il TAEG. Non si chiede «quanto voglio», si chiede «quanto ci sta in un quinto per il numero di mesi che accetto».
Sul rinnovo la legge è precisa: una nuova cessione è vietata prima che siano trascorsi i due quinti della durata, cioè 24 mesi di una cessione di cinque anni o 48 mesi di una decennale; dopo un’estinzione anticipata serve almeno un anno; la nuova cessione deve estinguere la precedente. Il rimborso anticipato è sempre possibile, con la riduzione proporzionale di tutti i costi per la durata residua, premi compresi, e un indennizzo massimo dell’1 %, zero se il debito residuo non supera 10.000 euro.
I tassi della cessione del quinto: i valori medi di Banca d’Italia
Per il trimestre da ottobre a dicembre 2026 il tasso effettivo globale medio (TEGM) della cessione del quinto è del 14,23 % fino a 15.000 euro (soglia d’usura 21,7875 %) e del 9,88 % oltre 15.000 euro (soglia 16,35 %); il credito personale è al 12,08 %. Il TAEG di una cessione comprende per legge interessi, commissioni e premi assicurativi obbligatori: è il numero da confrontare, come ho spiegato in differenza tra TAN e TAEG. Per i pensionati esistono inoltre tassi soglia per fascia di età e importo, fissati ogni trimestre.
Un esempio con i numeri: rata, TAEG, polizze e costo totale
Ipotesi didattiche: stipendio netto di 1.500 euro, quindi rata massima di 300 euro; come TAEG uso i tassi medi del trimestre, con le polizze e le commissioni già dentro. Confronto quattro scenari: la cessione al massimo della rata per dieci anni, una cessione più corta, e poi lo stesso importo di 20.000 euro chiesto con un prestito personale in cinque anni oppure con una cessione in dieci.
| Scenario | Importo ricevuto | Rata e durata | TAEG (ipotesi) | Costo totale |
|---|---|---|---|---|
| Cessione, rata massima | circa 23.200 € | 300 € × 120 mesi | 9,88 % | circa 12.800 € |
| Cessione corta | circa 8.700 € | 200 € × 60 mesi | 14,23 % | circa 3.300 € |
| Prestito personale | 20.000 € | 439 € × 60 mesi | 12,08 % | circa 6.370 € |
| Cessione, stesso importo | 20.000 € | 258 € × 120 mesi | 9,88 % | circa 11.000 € |
La tabella dice due cose che il preventivo non urla. Primo: tasso più basso non vuol dire costo più basso. I 20.000 euro con la cessione costano circa 11.000 euro in dieci anni, con il prestito personale circa 6.370 in cinque: la rata da 258 euro è più leggera di quella da 439, ma la paghi per il doppio del tempo. Secondo: con 1.500 euro netti una cessione da 20.000 euro in cinque anni non è possibile, perché servirebbe una rata di circa 420 euro, sopra il quinto; il prestito personale non ha questo limite, ma 439 euro sono il 29 % del netto e una banca potrebbe non concederli. La cessione entra in gioco qui: non perché costa meno, ma perché allunga.
Quali sono gli svantaggi della cessione del quinto?
- La durata lunga. Dieci anni di rata sono dieci anni di netto ridotto: il costo totale cresce con i mesi, anche a un tasso medio.
- Le polizze obbligatorie. Vita e rischio impiego sono richieste dalla legge e pesano nel TAEG; puoi ridurne il costo con una polizza equivalente, non evitarle.
- Il rinnovo a catena. Dopo i due quinti della durata si può rifare tutto: la nuova cessione estingue la vecchia e riparte con nuove spese, e c’è chi non esce più dal ciclo.
- La trattenuta è visibile. Il datore di lavoro riceve la notifica e la rata compare in busta paga ogni mese.
- Se il lavoro finisce, il debito resta. Il finanziatore si rivale su TFR e indennità, la polizza interviene secondo il contratto, ma il residuo va saldato.
- Sotto i 15.000 euro il tasso medio è alto. Il 14,23 % supera il 12,08 % del prestito personale: sugli importi piccoli non è «il prestito che costa meno».
Il rovescio della medaglia è la disciplina: la trattenuta toglie la tentazione di saltare una rata. Ma prima di firmare rifai i conti sul netto ridotto, con il metodo di budget mensile che uso io: se 300 euro in meno ogni mese per dieci anni non ci stanno, il problema non è il tasso.
Nella mia esperienza: garanzia forte, tasso spesso agevolato
La chiede chi ha bisogno di un finanziamento a un tasso spesso agevolato e offre alla banca, in cambio, garanzie più forti grazie alla trattenuta in busta paga. L’uso che trovo più sensato è uscire da un debito peggiore: chiudere un saldo revolving, in media al 16,50 % nel trimestre in corso, con una cessione della fascia sopra i 15.000 euro, in media al 9,88 %, vuol dire tagliare il tasso di circa il 40 %. A una condizione: la carta si chiude, altrimenti si finisce con due debiti. Ne ho scritto in quale debito estinguere prima.
Può avere senso anche per situazioni più tranquille, con cautela: se serve una cifra importante con una rata contenuta, la trattenuta fa il suo lavoro. Io la metto sempre a confronto con un prestito personale a parità di importo e durata, TAEG contro TAEG, e chiedo di leggere il costo totale del credito nel SECCI: dieci anni sono lunghi, e il costo si vede solo lì.
Errori da evitare
- Guardare solo la rata. Un quinto «ci sta» quasi sempre: la domanda giusta è quanto costa in tutto, e per quanti anni.
- Rinnovare appena possibile. Ogni rinnovo ai due quinti riparte con nuove spese e allunga il debito di altri anni.
- Accettare le polizze senza confronto. Sono obbligatorie, ma puoi portare una polizza equivalente e l’intermediario deve dichiarare la provvigione.
- Dare per scontato che non controllino nulla. Le banche dati vengono consultate e il merito di credito valutato: un rifiuto è possibile.
- Non rifare il budget. La rata esce prima dello stipendio: il budget va ricostruito sul nuovo netto, non sul vecchio.
Domande frequenti
Quanto è il quinto di 1.500 euro?
Il quinto di 1.500 euro è 300 euro: è la rata massima di una cessione su uno stipendio netto di 1.500 euro. Con 300 euro al mese si ottengono circa 23.200 euro in 120 mesi al tasso medio del 9,88 %, oppure circa 13.100 euro in 60 mesi al tasso medio della fascia fino a 15.000 euro, il 14,23 %.
Cosa conviene di più, prestito o cessione del quinto?
Dipende da importo, durata e situazione. A parità di importo e durata si confrontano i TAEG: sopra i 15.000 euro la cessione ha spesso un tasso più basso, sotto è in media più cara del prestito personale. Il prestito è più flessibile e non ha il limite del quinto; la cessione ha una garanzia che apre porte chiuse, ma su dieci anni il costo totale sale molto.
Quanto posso ottenere con un quinto di 2000 euro?
Con 2.000 euro netti la rata massima è di 400 euro. Al tasso medio del 9,88 %, 400 euro al mese valgono circa 19.100 euro in 60 mesi e circa 31.000 euro in 120 mesi. Sono ordini di grandezza: l’importo reale dipende dal TAEG dell’offerta, dalle polizze e dalla valutazione del merito.
Quanto tempo ci vuole per erogare una cessione del quinto?
Non c’è un termine fissato da una regola che io possa citare: i tempi dipendono dall’istruttoria del finanziatore, dalle polizze e dalla risposta del datore di lavoro o dell’INPS, che deve rilasciare la comunicazione di cedibilità. Per non perdere settimane, prepara subito busta paga, Certificazione Unica e contratto.
È vero che con la cessione del quinto non guardano le banche dati?
No. La richiesta passa dai sistemi di informazioni creditizie e il finanziatore deve valutare il merito di credito, come ha ricordato la Banca d’Italia. La garanzia della trattenuta rende più probabile un sì a chi ha avuto ritardi, non automatico. E se «è l’unico prestito che ti danno», chiediti perché: un budget che regge solo con un nuovo debito va sistemato, non rifinanziato.
Cosa succede alla cessione del quinto se mi licenzio o perdo il lavoro?
Il debito non si cancella. Alla cessazione del rapporto la cessione si estende sulle indennità dovute, TFR compreso, e la polizza contro i rischi di impiego interviene secondo le condizioni del contratto; per l’importo che resta ci si accorda con il finanziatore. È il caso in cui capisci perché quella polizza va letta prima, non dopo.
Fonti e aggiornamenti
- Normattiva, D.P.R. 5 gennaio 1950, n. 180 (quinto, durata, polizze, rinnovo): normattiva.it
- Banca d’Italia, guida «Il credito ai consumatori in parole semplici» (febbraio 2026), sezione sulla cessione del quinto: bancaditalia.it
- INPS, scheda «La cessione del quinto della pensione» (aggiornata al 22 luglio 2026): inps.it
- INPS, «Cessione del quinto: aggiornate le regole per i prestiti» (nuova convenzione 2026-2029): inps.it
- MEF, «Usura: determinati i tassi soglia per il trimestre ottobre-dicembre 2026»: dt.mef.gov.it
- Normattiva, Testo unico bancario, art. 125-sexies (rimborso anticipato e indennizzo): normattiva.it
Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2026 · Testo di Eros Benedetti, consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF. Aliquote, limiti e regole sono quelli in vigore alla data di pubblicazione; gli esempi sono didattici: leggi le avvertenze.
- Tag: cessione del quinto, debiti, prestiti
Eros Benedetti
Consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF (delibera n. 2616 del 27/11/2024). Scrivo guide e costruisco calcolatori per aiutarti a capire i soldi senza fretta e senza fregature.


