In breve
- La liquidità di breve periodo deve fare tre cose: restare disponibile, non oscillare, rendere qualcosa. In quest’ordine.
- Conto deposito, ETF monetari e BOT fanno tutti lo stesso lavoro con differenze di flessibilità, tasse e oscillazioni: su 20.000 euro per un anno la differenza è di poche decine di euro.
- Il fondo di emergenza non va vincolato e non va tenuto per anni in strumenti che oscillano. E la liquidità «in attesa» di un acquisto che non arriva mai è una scusa per non investire.
Dove mettere la liquidità è una domanda che arriva subito dopo «quanto tenerne»: il fondo di emergenza, i soldi per l’auto del prossimo anno, l’anticipo per la casa tra due. Sono somme che non vanno investite sui mercati, perché l’orizzonte è troppo corto, ma lasciarle sul conto corrente a rendimento zero non è l’unica alternativa. In questo articolo confronto le tre soluzioni che usano quasi tutti, conto deposito, ETF monetari e titoli di Stato a breve, con i loro pro, i contro, le garanzie e le tasse, faccio i conti su 20.000 euro per dodici mesi e ti dico dove tengo la mia. Senza nomi di banche o prodotti: le condizioni cambiano ogni mese e il confronto lo devi fare tu, con i criteri giusti.
Liquidità di breve periodo: cosa deve fare (e cosa no)
La liquidità ha un compito diverso dal resto del portafoglio. Non deve crescere: deve esserci, intatta, il giorno in cui serve. Da qui derivano tre requisiti, in ordine di importanza. Disponibilità: deve poter tornare sul conto corrente in pochi giorni, senza penali. Stabilità: il capitale non deve oscillare, o quasi. Rendimento: qualcosa per non regalare tutto all’inflazione, di cui ho scritto in inflazione e risparmi. Nota l’ordine: chi parte dal rendimento finisce spesso con un fondo di emergenza vincolato per tre anni o investito in qualcosa che «oscilla poco», salvo scoprire cosa significa «poco» nel momento sbagliato.
Cosa non deve fare la liquidità: battere i mercati, inseguire il tasso più alto del mese, diventare il posto in cui parcheggiare per anni i soldi che avresti dovuto investire. Su questo torno alla fine, perché è l’errore più costoso di tutti.
Conto deposito: garanzia, vincoli e tasse
Il conto deposito è un conto su cui la banca ti riconosce un interesse in cambio del fatto che i soldi restano lì. Ne esistono due tipi. Libero (non vincolato): puoi ritirare quando vuoi, il tasso è più basso. Vincolato: ti impegni a lasciare la somma per un periodo, da tre mesi a qualche anno, in cambio di un tasso più alto; se ritiri prima, di solito perdi tutti o parte degli interessi.
Tre cose da verificare sempre. Primo, la garanzia: i depositi presso banche italiane sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante per banca; per le banche di altri Paesi europei vale il fondo del loro Paese, con lo stesso limite. Sopra quella cifra conviene dividere tra più banche. Secondo, le tasse: gli interessi sono tassati al 26%, e sul saldo si paga l’imposta di bollo dello 0,2% annuo. Terzo, le condizioni: costi di apertura e chiusura, tempi di svincolo, se il tasso promozionale dura tre mesi o un anno. Pro: flessibilità, semplicità, capitale che non oscilla mai. Contro: rendimenti molto bassi, soprattutto sui conti liberi.
ETF monetari e fondi monetari
Un ETF monetario replica il rendimento dei tassi a brevissimo termine dell’area euro, quelli a cui le banche si prestano denaro tra loro per una notte, oggi vicini al tasso della Banca centrale europea. Si compra e si vende in borsa come qualsiasi ETF, di cui ho spiegato il funzionamento in cosa sono gli ETF. Pro: è molto liquido, si vende in un giorno, non ha vincoli né penali, e rende più o meno quanto il tasso di riferimento meno un costo di gestione minimo. Contro: guadagni bassi, costi di negoziazione a ogni operazione, tassazione al 26% e, soprattutto, una leggera volatilità. Il prezzo si muove poco, ma si muove, e in un anno in cui i tassi scendono il rendimento scende con loro. Per la liquidità di emergenza, che deve essere ferma per definizione, quella «leggera» oscillazione è un difetto, non un dettaglio.
I fondi monetari tradizionali fanno un lavoro simile, con costi di gestione in genere più alti e senza la quotazione in borsa: si sottoscrivono e si rimborsano tramite l’intermediario, con tempi di uno o pochi giorni.
BOT e titoli di Stato a breve
I BOT sono titoli di Stato italiani con scadenza fino a un anno: li compri sotto la pari e a scadenza ricevi 100, la differenza è il tuo rendimento. Si acquistano in asta tramite la propria banca o sul mercato secondario. Pro: garanzia dello Stato, tassazione agevolata al 12,5% invece del 26%, rendimento noto in anticipo se tenuti fino a scadenza. Contro: se vendi prima della scadenza il prezzo può essere leggermente diverso da quello atteso; ci sono commissioni di acquisto; e il taglio minimo è di 1.000 euro. Vale anche per i BTP con scadenza ravvicinata, sui quali però conta la cedola e il prezzo di acquisto, come ho spiegato nell’articolo su prezzo, cedola e rendimento. Sull’imposta di bollo, lo 0,2% si applica anche qui.
Un esempio con i numeri: 20.000 euro per dodici mesi
Prendiamo 20.000 euro che ti serviranno tra un anno, per esempio per cambiare l’auto. La tabella usa tassi indicativi, coerenti con un tasso BCE sui depositi intorno al 2,25% come a settembre 2026; i tassi cambiano di continuo, quindi guarda le proporzioni, non i centesimi. Bollo dello 0,2% (40 euro) applicato a tutti gli strumenti; sul conto corrente vale l’imposta fissa di 34,20 euro.
| Strumento | Tasso lordo ipotizzato | Tassa | Interessi netti | Netto dopo bollo |
|---|---|---|---|---|
| Conto corrente | 0% | – | 0 € | -34 € |
| Conto deposito libero | 2,0% | 26% | 296 € | 256 € |
| Conto deposito vincolato 12 mesi | 2,75% | 26% | 407 € | 367 € |
| ETF monetario (dopo il costo di gestione) | 2,0% | 26% | 296 € | circa 245 € (meno le commissioni di compravendita) |
| BOT a 12 mesi | 2,0% | 12,5% | 350 € | circa 300 € (meno le commissioni di acquisto) |
La lettura giusta della tabella è questa: tra lo strumento migliore e quello peggiore, escluso il conto corrente, ballano circa cento euro su ventimila. Non è una cifra per cui vale la pena vincolare il fondo di emergenza o accettare oscillazioni. Il vero salto è tra il conto corrente e qualsiasi altra riga: quello sì, è un pasto gratis, e vale la pena prenderlo.
L’errore classico: liquidità nel posto sbagliato
Ne vedo due, speculari. Il primo è il fondo di emergenza in un conto deposito vincolato a tre anni per guadagnare mezzo punto in più: il giorno in cui serve, o non è disponibile o lo svincoli perdendo gli interessi, e allora tanto valeva un conto libero. Il secondo è la liquidità tenuta per un lungo periodo in un ETF monetario. Per un parcheggio di qualche mese può avere senso; per anni, secondo me, no: ti prendi la volatilità, anche se leggera, e i costi di negoziazione, per un rendimento che un conto deposito libero offre senza oscillazioni. Se i soldi devono restare fermi a lungo «perché prima o poi serviranno», la domanda vera non è dove parcheggiarli, ma se davvero non vadano investiti.
Nella mia esperienza: sarà poco, ma è meglio di niente
La mia liquidità di breve periodo sta necessariamente su un conto deposito non vincolato. Necessariamente perché il suo compito è essere disponibile domani mattina, e un vincolo lo tradirebbe; non vincolato perché ho provato l’alternativa e ho concluso che il mezzo punto in più non vale la rigidità. Rende poco, lo so. Ma è meglio di niente, ed è meglio soprattutto per i vantaggi che offre: nessuna oscillazione, nessuna commissione per entrare e uscire, la garanzia sui depositi, e la certezza di non dover pensarci. Il resto del portafoglio ha già abbastanza cose a cui pensare.
Quando la liquidità parcheggiata diventa una scusa
Tenere liquidità è giusto se c’è un motivo con una data: il fondo di emergenza, un acquisto entro pochi anni. Diventa una scusa quando ci si impone un acquisto che in realtà non si farà mai nel breve periodo. «Tengo i soldi fermi perché voglio comprare casa», e intanto passano cinque, sei, otto anni. In quel caso i soldi non stanno aspettando la casa: stanno aspettando che tu prenda una decisione, e nel frattempo perdono l’inflazione.
Un test onesto: se la liquidità che hai non basta per l’acquisto e il ritmo con cui riesci a metterla da parte non rispetta i tempi che ti sei dato, la scelta più consapevole è ammettere che quell’acquisto è più lontano di quanto racconti, e investire una parte di quei soldi, o almeno parcheggiarli con un orizzonte realistico. Come ho spiegato in quanto investire ogni mese, la regola dei cinque anni vale nei due sensi: sotto i cinque anni non si investe, sopra i cinque anni non si parcheggia.
Domande frequenti
Conto deposito libero o vincolato?
Libero per il fondo di emergenza, sempre. Vincolato, eventualmente, per una spesa con data certa e più lontana della durata del vincolo: se l’auto la cambi tra dodici mesi, un vincolo a sei mesi può avere senso, uno a due anni no.
Un ETF monetario può perdere valore?
Sì, anche se poco: il prezzo segue i tassi a brevissimo termine e ha una lieve volatilità. Non è uno strumento garantito come un deposito. Per parcheggi di qualche mese la differenza è trascurabile; per la liquidità che deve essere ferma per definizione, io preferisco il conto deposito.
Meglio BOT o conto deposito?
A parità di tasso lordo il BOT rende di più per la tassazione al 12,5%, ma ha commissioni di acquisto, taglio minimo di 1.000 euro e una scadenza fissa. Il conto deposito libero vince in flessibilità. Per somme piccole e senza data, il conto; per somme più grandi con una data precisa, il titolo di Stato può convenire.
Quanto lasciare sul conto corrente?
Le spese di un mese, più un piccolo margine. Tutto il resto della liquidità sta meglio in uno strumento che renda almeno qualcosa; i trasferimenti verso il conto corrente, quando servono, richiedono uno o due giorni.
Fonti e aggiornamenti
- Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, cosa copre la garanzia e con quali limiti: fitd.it
- Banca centrale europea, tassi di interesse di riferimento: ecb.europa.eu
- MEF, Dipartimento del Tesoro, calendario e risultati delle aste dei BOT: dt.mef.gov.it
- Banca d’Italia, «L’economia per tutti», schede su conti e depositi: economiapertutti.bancaditalia.it
- Consob, educazione finanziaria, strumenti del mercato monetario: consob.it/web/investor-education
Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2026 · Testo di Eros Benedetti, consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF. Tassi e aliquote sono indicativi alla data di pubblicazione: leggi le avvertenze.
Eros Benedetti
Consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF (delibera n. 2616 del 27/11/2024). Scrivo guide e costruisco calcolatori per aiutarti a capire i soldi senza fretta e senza fregature.


