In breve
- Un BTP tenuto fino a scadenza ti restituisce il nominale a una data certa; un ETF obbligazionario classico non scade mai: rinnova i titoli in continuazione e il suo prezzo segue i tassi.
- La duration misura la sensibilità ai tassi: con duration 7, un rialzo di un punto costa circa il 7% del prezzo. Nel 2022 l’indice Bloomberg Euro Aggregate ha perso circa il 17%.
- Titolo singolo quando hai una spesa con data e importo precisi; ETF quando quell’esigenza non c’è e vuoi una parte obbligazionaria diversificata da non gestire.
Gli ETF obbligazionari sono lo strumento più frainteso del portafoglio di un risparmiatore italiano: siamo cresciuti con i BTP «tenuti fino a scadenza», e un ETF obbligazionario a scadenza non arriva mai. Nella mia parte obbligazionaria uso sia ETF sia titoli singoli, e non è una contraddizione: servono a cose diverse, e la differenza sta in una parola: duration. In questo articolo spiego cosa cambia tra comprare un BTP e un ETF di titoli di Stato, perché l’ETF non scade, cosa è successo davvero nel 2022, quando ha senso il titolo singolo e quando l’ETF, quali tipologie esistono e, con 20.000 euro di esempio, cosa succede se i tassi salgono di un punto.
Cosa sono gli ETF obbligazionari (o bond ETF) e come funzionano?
Sono fondi quotati in borsa che replicano un indice di obbligazioni, di Stato o societarie, con decine o centinaia di titoli dentro. Non scadono: quando un titolo esce dall’indice ne comprano uno nuovo, e il prezzo segue i tassi con un’intensità misurata dalla duration. Servono alla parte obbligazionaria del portafoglio, non a una spesa con data certa.
Nelle schede li trovi divisi per emittente, governativi o corporate, per area, euro o globali, per scadenza, breve o lungo termine, e per cedole, distribuite o accumulate.
Cosa cambia tra comprare un BTP e un ETF di titoli di Stato
Con un BTP presti soldi allo Stato: incassi una cedola fissa e a scadenza ti torna il valore nominale, se lo Stato paga (nulla è sicuro, nemmeno un BTP). Nel frattempo il prezzo sale e scende, ma se lo tieni fino in fondo non ti riguarda: data e importo del rimborso sono scritti. Le basi le ho raccontate in obbligazioni: prezzo, cedola e rendimento.
Un ETF di titoli di Stato è un paniere di decine o centinaia di obbligazioni che segue un indice, per esempio il Bloomberg Euro Aggregate, che mette insieme titoli pubblici e societari in euro. Quando un titolo si avvicina alla scadenza ed esce dalle regole dell’indice, l’ETF lo vende e ne compra uno nuovo: il paniere mantiene sempre lo stesso profilo di scadenze. Non c’è un giorno in cui ti tornano i soldi: il valore dell’ETF è, ogni giorno, il prezzo di mercato di ciò che ha dentro.
Le altre differenze sono pratiche: il BTP si compra a lotti da 1.000 euro e ha un solo emittente, l’ETF si compra a quote e ne ha decine; il BTP non ha costi di gestione, l’ETF ha un costo annuo in genere basso. Il punto centrale però è uno: il BTP ha una data, l’ETF no.
Duration: perché un ETF obbligazionario non «scade» mai
La duration è il tempo che un’obbligazione impiega a restituirti il capitale investito attraverso i flussi che ti paga, cedole comprese: una scadenza «media», pesata con i soldi che incassi lungo la strada. L’uso pratico è quello che conta: la duration dice quanto si muove il prezzo quando si muovono i tassi. Con duration 7, un rialzo di un punto fa scendere il prezzo di circa il 7%; un ribasso di un punto lo fa salire di altrettanto. Puoi provarlo con il calcolatore del prezzo delle obbligazioni del sito, cambiando il rendimento.
Qui sta la differenza con il BTP. La duration di un singolo titolo scende ogni giorno: a un anno dalla scadenza è quasi zero, e il prezzo torna verso il nominale qualunque cosa facciano i tassi. Un ETF su titoli a 7-10 anni, invece, ha una duration che resta sempre intorno a 7-8, perché rinnova di continuo i titoli che invecchiano. Non «scade» mai nel senso che non converge mai verso un valore certo: resta esposto ai tassi per sempre, con la stessa intensità. Non è un difetto, è la sua natura: è come tenere un’obbligazione e rinnovarla ogni anno alla stessa scadenza. Se lo compri pensando a un BTP, prima o poi ti spaventi.
Come funzionano gli ETF obbligazionari a scadenza?
Da qualche anno esistono anche ETF obbligazionari a scadenza fissa: decine di obbligazioni, governative o societarie, che scadono tutte nello stesso anno. Man mano che i titoli rimborsano, l’ETF accumula liquidità e alla data prevista si chiude, restituendo il valore finale a chi ha le quote: la diversificazione dell’ETF con una data simile a quella del BTP. Due differenze restano: il rendimento finale non è fissato al centesimo, perché le cedole vengono reinvestite a tassi che cambiano, e c’è un costo annuo. Per una spesa programmata sono un’alternativa sensata al titolo singolo.
Il 2022 spiegato: tassi su, prezzi giù
Fino a luglio 2022 la BCE teneva il tasso sui depositi a −0,50%; il 21 luglio 2022 è arrivato il primo rialzo, e nel settembre 2023 il tasso era al 4,00%. Per le obbligazioni già in circolazione, con cedole decise ai tempi dei tassi a zero, il 2022 è stato l’anno peggiore della storia degli indici: il Bloomberg Global Aggregate ha perso il 16%, il Bloomberg Euro Aggregate circa il 17%. Il meccanismo è la duration: se i nuovi titoli pagano il 4%, nessuno compra i vecchi che pagano l’1% se non a sconto.
Il caso più didattico è il BTP con scadenza 2072 e cedola 2,15%: nel 2021 valeva fino a 105, a fine 2022 era sceso a 53, circa −50%. Un titolo «sicuro» che ha dimezzato il prezzo senza che lo Stato saltasse una cedola: cinquant’anni di scadenza sono una duration di decenni, che trasforma qualche punto di tassi in una perdita da azione. Chi lo tiene fino al 2072 riavrà 100; nel frattempo, però, la vita chiede soldi. Un mio amico con troppa fiducia nei BTP l’ha vissuto in piccolo: con il rialzo dei tassi ha visto il prezzo dei suoi titoli scendere, e non se l’aspettava. A ripensarci, con scadenze più corte avrebbe avuto meno cedola ma molto meno danno. A come le decisioni di Francoforte arrivano al tuo portafoglio dedico un articolo in uscita tra qualche giorno.
Oggi il tasso BCE sui depositi è al 2,50% dal 16 settembre 2026, dopo due rialzi nell’anno; l’IRS a dieci anni è al 3,56%, l’inflazione italiana al 3,3%. Non sono previsioni: sono il punto di partenza.
Singolo titolo o ETF: dipende dall’obiettivo, non dal gusto
Il titolo singolo lo consiglio quando c’è un piano e un budget molto precisi: l’anticipo di una casa tra quattro anni, l’acquisto programmato di un bene importante. Scegli un titolo che scade poco prima di quella data e, qualunque cosa facciano i tassi nel frattempo, a scadenza hai il nominale. È l’unico caso in cui «tenuto fino a scadenza» è una strategia e non una consolazione.
L’ETF lo consiglio quando quell’esigenza viene a mancare: la parte obbligazionaria di un portafoglio di lungo periodo, quella che bilancia le azioni e viene ribilanciata con loro, come descritto in asset allocation. Lì non c’è una data, c’è un peso da mantenere; e per mantenerlo servono diversificazione tra emittenti, versamenti anche piccoli e reinvestimento automatico di cedole e rimborsi: tre cose che l’ETF fa da solo.
All’obiezione classica, «l’ETF obbligazionario non rimborsa mai, quindi è rischioso», rispondo così: non rimborsa quasi mai, ma incorpora le cedole e i rimborsi dei titoli che ha dentro. Il rischio non sta nell’assenza di una scadenza, sta nella distanza tra la sua duration e il tuo orizzonte. È un buon acquisto se lo abbini a un’idea chiara dello scenario di tassi che ti farebbe male; e siccome prevedere i tassi è difficile anche per chi lo fa di mestiere, il modo prudente è scegliere una duration non più lunga del tempo che puoi aspettare.
Brevi, lunghe, indicizzate, societarie: cosa scegliere
- Scadenze brevi (fino a tre anni). Duration 1-2, prezzo che si muove poco, rendimento vicino ai tassi BCE. Servono a parcheggiare, non a rendere.
- Scadenze lunghe (oltre dieci anni). Duration da 8 in su, oscillazioni da azione. La mia posizione: sono ottime quando i tassi sono già alti, perché se poi scendono il prezzo sale e il titolo continua a pagare cedole alte. Il difficile è stabilire quando i tassi sono «già alti»: nel 2021 sembravano bassi per sempre. Si decide sapendo di poter sbagliare, con una quota che regga lo sbaglio.
- Titoli indicizzati all’inflazione. Cedola e capitale seguono l’indice dei prezzi: proteggono il potere d’acquisto, non dai movimenti dei tassi, e hanno anche loro una duration.
- Obbligazioni societarie. Rendono qualcosa in più dei titoli di Stato, le «governative» delle schede, perché aggiungono il rischio che l’azienda non paghi; tassate al 26%. Quelle ad alto rendimento sono un buono strumento, ma solo attraverso un ETF: la diversificazione su centinaia di emittenti è l’unico modo per rendere sopportabile il fallimento del singolo.
- Obbligazioni in valuta estera. Il cambio si muove più del loro rendimento: coperte o niente, come ho spiegato in rischio di cambio degli ETF.
La regola che tiene insieme tutto: la duration della parte obbligazionaria non dovrebbe superare il tempo per cui puoi lasciarla in pace.
Un esempio con i numeri: 20.000 euro e tassi che salgono di un punto
Ipotizziamo 20.000 euro in un ETF obbligazionario con duration 7 e rendimento del 3% l’anno: numeri didattici, non un prodotto reale. Il giorno dopo l’acquisto i tassi salgono di un punto, una volta sola. Il prezzo dell’ETF scende subito di circa il 7%, cioè 1.400 euro; ma da quel momento cedole e rimborsi vengono reinvestiti al 4% invece che al 3%. La tabella confronta i due mondi, senza costi e tasse.
| Momento | Senza rialzo (3% l’anno) | Con rialzo di un punto | Differenza |
|---|---|---|---|
| Subito dopo | 20.000 € | 18.600 € | −1.400 € |
| Dopo 3 anni | circa 21.860 € | circa 20.920 € | circa −930 € |
| Dopo 7 anni | circa 24.600 € | circa 24.480 € | circa −120 € |
| Dopo 10 anni | circa 26.880 € | circa 27.530 € | circa +650 € |
Il pareggio arriva intorno ai sette-otto anni, cioè intorno alla duration: non è un caso, è la definizione. Se il tuo orizzonte è più lungo della duration, un rialzo dei tassi finisce per farti bene, perché reinvesti a rendimenti migliori; se è più corto, ti fa male e basta. Con duration 2 la perdita iniziale sarebbe stata di circa 400 euro, con duration 15 di circa 3.000: stessi 20.000 euro, stesso rialzo, tre esperienze diverse. Prima di comprare, cerca la duration nel documento con le informazioni chiave (KID) e confrontala con i tuoi anni.
Nella mia esperienza: ETF e titoli singoli, insieme
Nella mia parte obbligazionaria ci sono sia ETF sia titoli singoli. Gli ETF fanno il lavoro di fondo: tengono il peso deciso e reinvestono da soli. I titoli singoli li ho usati quando avevo un obiettivo preciso, con una data e un importo: trovo più comodo avere un titolo esatto su cui puntare. E c’è una seconda ragione, che dico con prudenza: se le condizioni lo permettono, un titolo singolo con un rendimento alto e una scadenza che coincide con un mio obiettivo può fare meglio dell’indice, perché non rinnova i titoli a rendimenti più bassi. È una possibilità, non una regola.
Il mio amico dei BTP mi ha insegnato l’altra metà: il problema non era il BTP, era la scadenza. Aveva comprato titoli lunghi per la cedola, senza chiedersi cosa sarebbe successo al prezzo se i tassi fossero saliti da zero. Da allora la prima cosa che guardo è la duration; il rendimento viene dopo.
Errori da evitare
- Comprare un ETF obbligazionario come se fosse un BTP a scadenza. Non c’è una data in cui torna il nominale. Se ti serve una data, ti serve un titolo.
- Guardare solo il rendimento. Due strumenti con lo stesso rendimento e duration 2 e 12 sono animali diversi: leggi la duration prima del rendimento.
- Concentrare tutto su un emittente. Anche lo Stato è un emittente. Nulla è sicuro, nemmeno un BTP: la diversificazione vale anche qui.
- Vendere dopo il calo da rialzo dei tassi. È il momento in cui i rendimenti futuri sono migliori: chi ha venduto a fine 2022 ha trasformato una perdita temporanea in una definitiva.
- Alto rendimento con titoli singoli. Un’obbligazione che rende molto più delle altre lo fa per un motivo.
Domande frequenti
Un ETF obbligazionario può perdere valore?
Sì, e anche parecchio: nel 2022 l’indice Bloomberg Euro Aggregate ha perso circa il 17%. Perde quando i tassi salgono, in proporzione alla duration, e recupera nel tempo grazie ai reinvestimenti a rendimenti più alti, se gli dai un orizzonte almeno pari alla duration. Se i tassi scendono succede il contrario.
Meglio un BTP o un ETF obbligazionario?
Dipende dall’obiettivo. Per una spesa con data e importo precisi, un titolo che scade poco prima di quella data; per la parte obbligazionaria di un portafoglio di lungo periodo, un ETF diversificato con una duration coerente con il tuo orizzonte. Io uso entrambi.
Come funzionano i BTP?
Presti soldi allo Stato per un periodo fissato: incassi una cedola fissa, di norma ogni sei mesi, e alla scadenza ti torna il nominale, 100. Nel frattempo il prezzo oscilla con i tassi, ma se lo tieni fino in fondo il rimborso non cambia.
Cos’è un ETF?
Un fondo quotato in borsa che replica un indice comprando i titoli che lo compongono. Si compra e si vende come un’azione, ha costi annui bassi e diversifica da solo: le basi sono in cosa sono gli ETF.
ETF obbligazionari con cedola o ad accumulazione?
Quelli a distribuzione staccano una cedola, mensile o trimestrale; quelli ad accumulazione reinvestono tutto e rinviano le tasse alla vendita. Per un portafoglio di lungo periodo l’accumulazione è più efficiente; la cedola ha senso solo se quel reddito lo spendi davvero.
Come sono tassati un BTP e un ETF obbligazionario?
I titoli di Stato italiani e quelli esteri della «white list» al 12,5%, le obbligazioni societarie al 26%. Un ETF paga in proporzione: 12,5% sulla quota in titoli di Stato, 26% sul resto. Regole in vigore a ottobre 2026; per il caso concreto serve il commercialista.
Fonti e aggiornamenti
- Curvo, storico dell’indice Bloomberg Euro Aggregate (circa −17% nel 2022): curvo.eu
- Borsa Italiana, scheda del BTP Tf 2,15% Mz72 (massimo 105 nel 2021, minimo 53 a fine 2022): borsaitaliana.it
- BCE, decisioni di politica monetaria (tasso sui depositi dal −0,50% del 2022 al 2,50% del settembre 2026): ecb.europa.eu
- Teleborsa, quotazioni Eurirs (IRS a 10 anni 3,56% e a 30 anni 3,46% il 16 settembre 2026): teleborsa.it
- Agenzia delle Entrate, tassazione dei redditi finanziari (12,5% titoli di Stato, 26% il resto): agenziaentrate.gov.it
- Banca d’Italia, «L’economia per tutti», schede sulle obbligazioni: economiapertutti.bancaditalia.it
Ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2026 · Testo di Eros Benedetti, consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF. Gli esempi hanno ipotesi semplificate a scopo didattico: leggi le avvertenze.
- Tag: btp, etf, obbligazioni
Eros Benedetti
Consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF (delibera n. 2616 del 27/11/2024). Scrivo guide e costruisco calcolatori per aiutarti a capire i soldi senza fretta e senza fregature.


