In breve
- Si assicura ciò che non si può pagare di tasca propria: un danno a terzi, la morte con un mutuo e figli, un’invalidità, una malattia grave. La lavatrice rotta la paga il fondo di emergenza.
- Le coperture che contano per quasi tutti sono quattro: responsabilità civile, temporanea caso morte se qualcuno dipende dal tuo reddito, invalidità, malattie gravi. Casa, infortuni, animali e viaggio dipendono da come vivi.
- Ordini di grandezza indicativi: una famiglia con mutuo copre i rischi grandi con circa 680 euro l’anno, un single senza persone a carico con meno di 200. Il preventivo si legge partendo da massimali, franchigie ed esclusioni.
Quali assicurazioni fare è una domanda a cui ho risposto per anni dall’altra parte del tavolo: prima di diventare consulente finanziario facevo il consulente assicurativo, e ho visto sia chi comprava polizze per tutto sia chi non ne aveva nemmeno una, convinto che «tanto non succede». Le assicurazioni sono l’unico strumento di finanza personale che si spera di non usare mai, e proprio per questo vanno scelte con una regola, non con la paura. In questo articolo spiego a cosa serve davvero una polizza, la regola per decidere cosa assicurare, le quattro coperture che contano per quasi tutti, quelle da valutare caso per caso, come leggere un preventivo senza farsi vendere niente, e un esempio con i numeri per una famiglia con il mutuo e per un single.
Quali assicurazioni fare (e quali conviene evitare)?
Quattro, per quasi tutti: responsabilità civile del capofamiglia, temporanea caso morte se qualcuno dipende dal tuo reddito, invalidità permanente e malattie gravi. Casa, infortuni, animali e viaggio dipendono da come vivi. La regola: si assicura solo ciò che non potresti pagare di tasca tua; gli inconvenienti li copre il fondo di emergenza.
È la risposta breve; quella lunga dipende da come vivi, e la costruisco nel resto dell’articolo partendo da ciò che una polizza è davvero. La domanda giusta non è «quali assicurazioni esistono», ma «quale danno non potrei sopportare»: da lì discende tutto, compreso quello che puoi evitare di pagare.
A cosa serve un’assicurazione (e a cosa non serve)
Un’assicurazione è uno scambio: tu paghi una somma piccola e certa, il premio, e qualcun altro si prende un danno grande e incerto. Funziona perché in tanti pagano e in pochi incassano. Due conseguenze. La prima: l’anno in cui hai pagato e non hai ricevuto nulla non è un anno «buttato», è l’anno migliore possibile. La seconda: la polizza non è un investimento né un salvadanaio, e non deve «rendere». Serve a proteggere il tuo reddito e il tuo patrimonio da eventi che non potresti assorbire da solo. Qui parlo solo di questo, la protezione: le polizze con finalità di investimento sono prodotti diversi e un altro capitolo.
La regola: assicura le catastrofi, non gli inconvenienti
La regola è una sola: si assicura solo ciò che non ci si può permettere di pagare di tasca propria. Un esempio con due eventi. Il primo: la lavatrice si rompe, 500 euro. Fastidioso, ma la tua vita non cambia. È il lavoro del fondo di emergenza: a me è successo davvero, ho pagato la lavatrice con quei soldi e ho ricostruito il fondo il mese successivo. La polizza sull’elettrodomestico l’avrei pagata tutti gli anni. Il secondo evento: in bicicletta investi un pedone che resta invalido. Il risarcimento può valere centinaia di migliaia di euro, decenni di risparmio. Questo non lo paghi di tasca tua: lo trasferisci a un’assicurazione, e costa poco proprio perché è raro.
Il test pratico è una domanda: «Se succedesse domani, quanti mesi di stipendio mi costerebbe?». Se la risposta è «meno di sei», ci pensa il fondo di emergenza; se è «anni» o «non riuscirei mai a pagarlo», ci pensa una polizza. C’è anche un motivo economico: sui danni piccoli e frequenti la compagnia sa già quanto pagherà e lo mette nel premio con il suo margine; sui danni rari e devastanti il premio è una frazione minima. Le polizze convengono dove fanno paura.
Le assicurazioni necessarie a quasi tutti: le quattro coperture
Responsabilità civile
La responsabilità civile del capofamiglia copre i danni che tu, i familiari conviventi e in genere anche il cane causate a terzi nella vita privata: il pedone in bicicletta, l’allagamento del vicino. È la copertura con il miglior rapporto tra costo e rischio: indicativamente 50-120 euro l’anno per massimali che si contano in centinaia di migliaia di euro o milioni. Chi lavora con responsabilità verso i clienti aggiunge la responsabilità civile professionale, che io ho.
Temporanea caso morte
Paga un capitale ai beneficiari se muori entro la durata del contratto, e nient’altro: niente riscatto, niente rendimento. Serve a chi ha qualcuno che dipende dal suo reddito, o un debito che ricadrebbe su altri. Il capitale si dimensiona sul mutuo residuo più qualche anno di spese della famiglia: una coppia con due figli spende in media 3.805 euro al mese (ISTAT, dati 2024), quindi 100.000 euro coprono poco più di due anni di vita normale o una fetta del mutuo. Un trentenne non fumatore paga, indicativamente, 100-220 euro l’anno per 100.000 euro su vent’anni; un po’ di più a 35 anni, un po’ meno se donna. Chi accende un mutuo, come ho scritto a proposito del mutuo a tasso fisso o variabile, dovrebbe chiedersi anche chi paga le rate se lui viene a mancare.
Invalidità permanente
È il rischio più trascurato perché nessuno lo immagina: un incidente o una malattia che ti impedisce di lavorare per i prossimi trent’anni, con le spese che aumentano invece di diminuire. Per il reddito è una catastrofe peggiore della morte, perché la famiglia perde lo stipendio e guadagna un costo. Le polizze infortuni coprono l’invalidità permanente da incidente; quella da malattia è una copertura a parte, più cara.
Malattie gravi
Paga un capitale alla diagnosi di una malattia grave tra quelle elencate nel contratto (tumore, infarto, ictus sono le tipiche), da usare come si vuole: cure, tempo lontano dal lavoro, un aiuto in casa. È la copertura più sottovalutata che conosco, perché nessuno a trent’anni pensa di ammalarsi. Proprio per questo, stipulata da giovani costa poco, indicativamente 100-300 euro l’anno. Il premio sale con l’età e, dopo una diagnosi, la polizza non si fa più.
Casa, infortuni, animali, viaggio: dipende da come vivi
- Casa. Se la casa è tua, un incendio è una catastrofe: la polizza abitazione con incendio, responsabilità civile e furto costa indicativamente 150-350 euro l’anno, e con un mutuo è quasi sempre richiesta. Se vivi in affitto, come me, la struttura è un problema del proprietario e per i danni all’immobile spesso basta la responsabilità civile del capofamiglia.
- Infortuni. Dipende dal lavoro, dagli sport e dalle tutele pubbliche. Chi lavora in proprio o fa attività a rischio ne ha più bisogno di chi sta in ufficio; per tutti, la parte che conta è l’invalidità permanente, non la diaria per il gesso.
- Animali. I danni che il cane causa ad altri sono spesso già nella responsabilità civile del capofamiglia. Le spese veterinarie sono un inconveniente: fondo di emergenza.
- Viaggio. Le spese mediche fuori dall’Europa possono essere una catastrofe vera: quella parte vale la pena. Bagaglio e annullamento sono inconvenienti.
Non credo esistano polizze inutili in assoluto: in base a chi ho davanti, ognuna può tornare utile. Esistono però polizze sbagliate per una persona precisa, e si riconoscono da tre segnali: coprono qualcosa che pagheresti con il fondo di emergenza (l’estensione di garanzia dell’elettrodomestico, la polizza sul telefono); duplicano una copertura che hai già; oppure hanno un massimale così basso che nella catastrofe non ti salverebbero. Il conto è sempre lo stesso: premio annuo per gli anni di durata, contro il danno massimo che eviti.
Come leggere un preventivo senza farsi vendere niente
Un preventivo si legge dal fondo, non dal prezzo. Questa è la lista che usavo quando li scrivevo io.
- Il rischio, in una frase. Se non sai dire cosa paga la polizza e quando, non l’hai capita: chiedi finché non ci riesci. Il DIP, il documento informativo precontrattuale che ogni compagnia deve consegnarti, lo dice in due pagine.
- Il massimale. Il tetto del risarcimento: deve coprire la catastrofe, non il danno medio.
- Franchigia e scoperto. La parte del danno che resta a te. Una franchigia alta abbassa il premio: i danni piccoli li paghi tu comunque.
- Le esclusioni. La pagina che nessuno legge e che decide tutto: sport, malattie preesistenti, paesi. Attenzione: leggila prima di firmare.
- La carenza. Il periodo iniziale in cui la copertura non vale ancora, tipico delle polizze salute e malattie gravi: nei primi mesi paghi ma sei scoperto.
- Durata, rinnovo, disdetta. Il contratto si rinnova da solo? Con quale preavviso puoi uscire? Il premio è fisso o cresce con l’età?
- Il questionario. Salute, fumo, sport, lavoro: la verità, sempre. Una risposta inesatta è il modo più sicuro per non essere pagati quando serve.
- I beneficiari. Nella temporanea caso morte si designano per nome e si aggiornano quando la vita cambia; il capitale va a loro fuori dall’eredità.
- Chi te la vende. Gli intermediari assicurativi sono iscritti al registro RUI tenuto dall’IVASS, consultabile online: se chi ti propone la polizza non c’è, la polizza non c’è.
Un esempio con i numeri: una famiglia con mutuo e un single
Due situazioni tipiche, con premi indicativi (ordini di grandezza 2026): il tuo preventivo dipenderà da età, salute, capitale, massimali e durata. La famiglia: 35 anni, un mutuo, due figli piccoli, casa di proprietà. Il single: 30 anni, in affitto, nessuno che dipenda dal suo reddito, nessun debito.
| Copertura | Famiglia con mutuo (35 anni) | Single in affitto (30 anni) |
|---|---|---|
| Temporanea caso morte, 100.000 € per 20 anni | circa 200 € l’anno | non serve: nessuno dipende dal suo reddito |
| Responsabilità civile del capofamiglia | circa 80 € l’anno | circa 60 € l’anno |
| Casa: incendio, responsabilità civile, furto | circa 250 € l’anno | non serve: la struttura è del proprietario |
| Malattie gravi | circa 150 € l’anno | circa 120 € l’anno |
| Totale | circa 680 € l’anno (57 € al mese) | circa 180 € l’anno (15 € al mese) |
Il punto della tabella non è il totale, è il rapporto. Con meno di due euro al giorno la famiglia trasferisce ad altri un capitale di 100.000 euro in caso di morte, i danni a terzi fino al massimale e la ricostruzione della casa; con 15 euro al mese il single copre i due rischi che potrebbero davvero cambiargli la vita. Con un capitale caso morte più alto, spesso sensato con un mutuo lungo, il premio cresce più o meno in proporzione. Sono voci da mettere nel budget mensile tra le spese fisse e da rivedere quando cambia qualcosa di grosso: un figlio, un mutuo, un lavoro in proprio.
Nella mia esperienza: le quattro coperture che ho
Le mie polizze sono quattro: responsabilità civile professionale, infortuni, malattie gravi e tutela legale. La responsabilità professionale perché faccio un lavoro fatto di responsabilità verso le persone; gli infortuni per l’invalidità permanente; la malattie gravi perché da ex consulente assicurativo so che è la più sottovalutata, e l’ho fatta presto, quando costava poco; la tutela legale per non dover scegliere tra un diritto e il conto dell’avvocato. Non ho un mutuo e vivo in affitto, quindi le coperture sulla casa e sul debito non sono nella mia lista: se cambia qualcosa, cambia la lista.
Dagli anni in cui vendevo polizze mi è rimasta una convinzione: non esistono coperture inutili, esistono coperture sbagliate per la persona che ho davanti. La stessa polizza è un lusso per un single senza debiti e un dovere per un padre con un mutuo di venticinque anni. Per questo diffido di chi risponde a «quali assicurazioni fare» senza prima chiedere come vivi.
Errori da evitare
- Assicurare gli inconvenienti e scoprire le catastrofi. Polizza sul telefono, nessuna responsabilità civile e niente sull’invalidità: la combinazione più comune e la più sbagliata.
- Scegliere per il premio più basso. Costa meno perché copre meno: massimale ridotto, franchigia alta, esclusioni larghe. Le offerte si confrontano a parità di copertura.
- Dimenticare i beneficiari. Una temporanea caso morte mai aggiornata dopo un matrimonio o una separazione paga la persona sbagliata.
- Aspettare «quando serve». Le polizze salute e malattie gravi costano poco da giovani e sani, e dopo una diagnosi non si fanno più. Il momento giusto è prima.
Domande frequenti
Quali assicurazioni sono obbligatorie per un privato?
Per legge, in pratica, solo la responsabilità civile auto per chi ha un veicolo. Le altre sono una scelta, compresa la polizza incendio che le banche chiedono con il mutuo. Non essere obbligatorie non le rende meno necessarie: la responsabilità civile del capofamiglia è facoltativa e, per me, irrinunciabile.
Quali assicurazioni fare sulla casa?
Se la casa è tua: incendio e scoppio, che con un mutuo la banca richiede quasi sempre, più la responsabilità civile verso terzi e, se ha senso per dove vivi, il furto; indicativamente 150-350 euro l’anno per un’abitazione media. Se sei in affitto, la struttura è un problema del proprietario e di solito basta la responsabilità civile del capofamiglia, che copre anche i danni che causi all’immobile.
L’assicurazione sulla vita conviene?
Dipende da quale. La temporanea caso morte conviene a chi ha qualcuno che dipende dal suo reddito o un mutuo che ricadrebbe su altri: costa poco e copre una catastrofe. Le polizze vita con finalità di risparmio o investimento sono prodotti diversi, con costi e vincoli da leggere con attenzione prima di confonderli con la protezione: qui parlo solo di quest’ultima.
Devo accettare la polizza vita proposta insieme al mutuo?
Una copertura sul caso morte quando hai un mutuo è sensata; il punto è a quale prezzo. Chiedi per iscritto quali coperture sono condizione del mutuo e quali no, e confronta il premio proposto con una temporanea caso morte stipulata a parte, a parità di capitale e durata.
Meglio un fondo di emergenza o un’assicurazione?
Tutti e due, perché fanno lavori diversi. Il fondo di emergenza copre gli imprevisti fino a qualche mese di spese: lavatrice, dentista, un periodo senza lavoro. L’assicurazione copre ciò che nessun fondo potrebbe coprire: un risarcimento a sei cifre, un’invalidità, la morte con un mutuo. Chi ha il fondo può permettersi franchigie alte e premi più bassi.
A che età conviene fare una polizza malattie gravi?
Prima possibile, se il budget lo consente: il premio dipende dall’età e dallo stato di salute al momento della firma, e dopo una diagnosi la copertura non si ottiene più. A trent’anni gli ordini di grandezza sono di 100-300 euro l’anno.
Fonti e aggiornamenti
- IVASS, educazione assicurativa per i consumatori: guide alle polizze, diritti dell’assicurato, come leggere un contratto: ivass.it/consumatori
- IVASS, registro unico degli intermediari assicurativi (RUI) e avvisi sulle polizze false: ivass.it
- Banca d’Italia e IVASS, «L’economia per tutti», guida «Le polizze vita» e schede sulla protezione: economiapertutti.bancaditalia.it
- ISTAT, «Spese per consumi delle famiglie – Anno 2024», spesa media mensile per tipologia familiare: istat.it
- Premi indicativi: ordini di grandezza rilevati sui comparatori nel 2026; variano con età, salute, capitale, massimali e durata.
Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2026 · Testo di Eros Benedetti, consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF. Aliquote, limiti e regole sono quelli in vigore alla data di pubblicazione; gli esempi sono didattici: leggi le avvertenze.
- Tag: assicurazioni, budget, protezione
Eros Benedetti
Consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF (delibera n. 2616 del 27/11/2024). Scrivo guide e costruisco calcolatori per aiutarti a capire i soldi senza fretta e senza fregature.


