In breve
- Il calcolo del patrimonio netto è una sottrazione: tutto ciò che possiedi, al valore a cui potresti venderlo oggi, meno tutto ciò che devi. Lo stipendio non c’entra: è un flusso, il patrimonio è una fotografia.
- La casa si conta, al valore di una stima recente, e il mutuo residuo si sottrae; il fondo pensione si conta alla posizione maturata; l’auto al prezzo dell’usato, non a quello pagato.
- Bastano venti minuti una volta l’anno, con il foglio gratuito che trovi nell’articolo: serve a capire a che punto sei con i tuoi obiettivi, non a confrontarti con gli altri.
Il patrimonio netto è il numero che dice davvero a che punto sei, e il calcolo del patrimonio netto richiede meno di una serata: una colonna con quello che possiedi, una con quello che devi, una sottrazione. Eppure quasi tutti conoscono il proprio stipendio al centesimo e non hanno idea di questo numero. Io lo calcolo di rado, ogni cinque anni circa, e lo uso per una cosa sola: capire a che punto sono con i miei obiettivi. In questo articolo spiego cos’è il patrimonio netto personale, cosa contare e cosa sottrarre, la formula e il foglio gratuito che esce oggi, cosa ti dice il numero e cosa no, e un esempio con due trentenni.
Come si fa il calcolo del patrimonio netto?
Attività meno passività. Il patrimonio netto personale è tutto ciò che possiedi al valore di oggi (liquidità, investimenti, fondo pensione, casa, auto) meno tutto ciò che devi al capitale residuo (mutuo, prestiti, carte). Non c’entra con il patrimonio netto di un’azienda in bilancio, né con lo stipendio: è una fotografia, da rifare una volta l’anno.
Lo stipendio è un’altra cosa: è un flusso, quello che entra ogni mese; il patrimonio è la fotografia di quanto ne è rimasto. Li lega solo quanto del flusso resta ogni mese, cioè il tasso di risparmio.
L’esempio che uso per spiegare la differenza tra «guadagnare tanto» e «avere un patrimonio» è questo. Un professionista di quarant’anni guadagna 4.000 euro netti al mese da dieci anni: quasi mezzo milione entrato in busta paga. Vive in affitto in centro, cambia auto a rate ogni tre anni, e il conto a fine mese torna sempre intorno allo zero. Il suo patrimonio netto è vicino a zero, o sotto. Un’impiegata di quarant’anni guadagna 1.800 euro netti e da dieci anni ne mette da parte il 20%: 360 euro al mese, 43.000 euro versati, che investiti con calma sono diventati qualcosa di più, oltre a un fondo pensione alimentato dal TFR. Il suo patrimonio netto vale decine di migliaia di euro e cresce ogni anno; il suo stipendio è meno della metà. Ipotesi didattiche, ma il meccanismo è quello: il reddito dice quanto ti passa per le mani, il patrimonio quanto ne è rimasto.
Patrimonio netto personale, aziendale e ISEE: tre cose diverse
Cercando «calcolo patrimonio netto» si trovano soprattutto pagine per aziende: stessa espressione, significato diverso. In un bilancio il patrimonio netto è la voce dello stato patrimoniale con i mezzi propri di una società o di un’impresa: capitale sociale versato dai soci, riserve, utili non distribuiti (o perdite). Anche lì è attività meno passività, ma misura la solidità di un’azienda, non di una famiglia. Nel modello ISEE la stessa voce riguarda chi è titolare di un’impresa o socio di una società: va dichiarato il patrimonio netto contabile dell’attività, che si ricava dal bilancio e di norma prepara il commercialista. Questo articolo parla della terza cosa, il patrimonio netto personale: quello di una persona o di una famiglia, che nessun bilancio ufficiale calcola per te.
Cosa contare: liquidità, investimenti, fondo pensione, casa, auto
La regola è una: si conta tutto al valore a cui potresti venderlo oggi, non a quello che hai pagato.
- Liquidità. Conto corrente, conto deposito (fondo di emergenza compreso), contanti, carte prepagate. Al valore nominale: è l’unica voce che non richiede stime.
- Investimenti. ETF e fondi, azioni, obbligazioni e titoli di Stato, oro, altro. Al prezzo di mercato del giorno del calcolo, non a quello di carico: se il piano di accumulo è in perdita, si conta la perdita.
- Previdenza. Il fondo pensione alla posizione individuale maturata (è nel prospetto annuale); il TFR lasciato in azienda al valore rivalutato. Non è liquido, ma è tuo. Se il TFR va nel fondo pensione, è già dentro la posizione: non contarlo due volte.
- Casa. Va contata, al valore di una stima recente: non al prezzo d’acquisto e non alla cifra che spera il vicino. Le quotazioni OMI dell’Agenzia delle Entrate sono il punto di partenza, una perizia il punto d’arrivo. Il mutuo residuo va tra i debiti, così vedi entrambe le cifre.
- Auto e beni rivendibili. L’auto al prezzo dell’usato di oggi; moto, bici da corsa e strumenti musicali solo se hanno un mercato. Mobili, vestiti e telefono non si contano.
- Crediti. Prestiti fatti a familiari e amici, se sei ragionevolmente sicuro di rivederli, e caparre versate.
Un dato per capire quanto pesa la casa: secondo la Banca d’Italia le abitazioni sono circa metà della ricchezza netta delle famiglie italiane, e l’81,6% delle persone vive in una casa di proprietà. Per la maggior parte dei lettori il patrimonio netto è «la casa più qualcosa»: per questo il foglio ha anche una riga «senza la casa».
Cosa sottrarre: mutuo, prestiti, carte
Nella colonna delle passività va tutto ciò che devi a qualcuno, al capitale residuo. Il mutuo: il debito residuo che trovi nel piano di ammortamento, non la somma delle rate future, che comprende gli interessi. Prestiti e finanziamenti, compresi quelli «a tasso zero» per il telefono o il divano; il saldo delle carte di credito e revolving; i debiti verso familiari e amici, che sono debiti anche se nessuno li ha scritti; imposte e bollette arretrate.
Un amico ha molti investimenti e, allo stesso tempo, molti debiti. Se guarda solo la prima colonna si sente ricco: il portafoglio ha una cifra importante, e cresce. Ma il patrimonio netto è la seconda colonna sottratta alla prima, e il risultato è molto meno esaltante del portafoglio da solo. Serve proprio a costringere a guardare l’altra metà della foto. Se i debiti superano le attività, il numero è negativo. Non è una condanna: è un punto di partenza, e la direzione conta più del livello.
La formula e il foglio di calcolo: venti minuti una volta l’anno
La formula è una riga: patrimonio netto = totale delle attività meno totale delle passività. Il foglio che trovi qui, foglio patrimonio netto (xlsx), esce oggi insieme all’articolo ed è gratuito. Ha una sola scheda: si compilano le celle gialle, il resto si calcola da solo.
- Scegli un giorno e scrivilo in alto. Ha senso solo se lo ricalcoli sempre nello stesso periodo dell’anno, per esempio la prima settimana di gennaio.
- Compila le attività: liquidità, investimenti, previdenza, immobili e beni. Bastano gli estratti conto, l’ultimo prospetto del fondo pensione e la stima della casa.
- Compila le passività: mutuo al capitale residuo, prestiti e finanziamenti, carte di credito e revolving, debiti verso familiari, arretrati.
- Leggi le tre righe di risultato: il patrimonio netto; il patrimonio netto senza la casa in cui vivi e senza il suo mutuo, cioè la parte che potresti usare senza cambiare vita; la quota liquida, quanto delle tue attività è disponibile in pochi giorni.
- Ricopia il totale nella tabella storica in fondo, con la data e una nota su cosa è successo nell’anno: il foglio calcola la variazione rispetto alla riga precedente. Dopo tre anni quella colonna vale più di qualsiasi numero singolo.
Venti minuti il primo anno, dieci quelli dopo. La parte più lunga è ritrovare il prospetto del fondo pensione.
Cosa ti dice il numero (e cosa no)
Il patrimonio netto dice una cosa sola, ed è quella che conta: a che punto sei rispetto ai tuoi obiettivi. Se l’obiettivo è l’indipendenza finanziaria, il totale confrontato con la spesa annua dice quanti anni mancano. Guardato una volta l’anno mostra la direzione, ed è l’unico numero che riassume insieme tasso di risparmio, rendimenti, il mutuo che si accorcia e la casa che cambia valore.
Non dice se sei «bravo». La Banca d’Italia stima la ricchezza netta media delle famiglie italiane in 453.000 euro (quarto trimestre 2025), ma la mediana, il valore della famiglia che sta esattamente a metà, è di 178.112 euro: la media è tirata su dal 10% più ricco, che detiene il 60,6% del totale. Confrontarsi con la media è inutile due volte: perché è distorta, e perché una famiglia di sessantenni con la casa pagata non è il termine di paragone di un trentenne. L’unico confronto sensato è con te stesso l’anno prima.
E non dice niente se lo guardi ogni giorno. Il portafoglio controllato ogni mattina produce ansia e decisioni sbagliate; il patrimonio netto una volta l’anno produce una sola informazione, ed è quella giusta. Secondo me serve solamente a questo: a capire a che punto siamo con i nostri obiettivi.
Un’avvertenza sulla casa. I prezzi delle abitazioni sono saliti del 3,8% nel 2025 (ISTAT), ma tra il 2011 e il 2019 sono scesi per anni, e in termini reali sono ancora sotto il 2010. Una stima vecchia di cinque anni può essere lontana dal valore vero in entrambe le direzioni: aggiornala. Sul peso della casa nei conti di una famiglia ho scritto in comprare casa o restare in affitto.
Esempio di calcolo: un trentenne con mutuo e uno senza
Due persone di trent’anni, stesso stipendio, scelte diverse. La prima ha comprato casa a 200.000 euro con un mutuo di cui restano 150.000 euro; la seconda vive in affitto e ha messo i risparmi negli investimenti. Cifre ipotetiche e arrotondate, compilate come nel foglio.
| Voce | Con casa e mutuo | In affitto, con investimenti |
|---|---|---|
| Liquidità (conto e fondo di emergenza) | 5.000 € | 12.000 € |
| Investimenti (ETF, titoli di Stato) | 5.000 € | 55.000 € |
| Fondo pensione (posizione maturata) | 10.000 € | 15.000 € |
| Casa (stima recente) | 200.000 € | – |
| Auto (valore dell’usato) | 7.000 € | – |
| Totale attività | 227.000 € | 82.000 € |
| Mutuo residuo | 150.000 € | – |
| Prestito auto residuo | 4.000 € | – |
| Patrimonio netto | 73.000 € | 82.000 € |
| Senza la casa e il suo mutuo | 23.000 € | 82.000 € |
| Quota liquida | 2,2% | 14,6% |
I due patrimoni netti sono simili, 73.000 contro 82.000 euro, ma la composizione è opposta. Il primo ha il 2% delle attività in forma liquida e tutto il resto in un bene che non si vende in una settimana, con un debito da pagare ogni mese; il secondo ha quasi il 15% liquido, il resto vendibile in due giorni, e nessun debito. La riga «senza la casa» racconta quanto pesa il mattone: tolti la casa e il suo mutuo, al primo restano 23.000 euro, al secondo 82.000. E se i prezzi delle case scendessero del 10%, il patrimonio netto del primo perderebbe 20.000 euro, più di un quarto; il secondo non se ne accorgerebbe. Nessuno dei due è «meglio»: uno avrà una casa pagata tra vent’anni, l’altro ha flessibilità e un affitto. In comune hanno la cosa che conta: con lo stesso stipendio, la differenza l’ha fatta quanto hanno messo da parte ogni mese, con il metodo del budget mensile.
Nella mia esperienza: ogni cinque anni, con tutto dentro
Lo confesso: il mio patrimonio netto lo calcolo molto di rado, circa ogni cinque anni. Non per pigrizia, ma perché il mio obiettivo ha una scadenza lontana, l’indipendenza finanziaria prima dei 50 anni, e un numero che cambia ogni anno non mi dà informazioni in più; il portafoglio lo controllo ogni trimestre per i pesi, non per il totale. Quando lo faccio, ci metto dentro tutto: il fondo pensione alla posizione maturata, gli investimenti al prezzo del giorno, la liquidità e le proprietà personali, e sottraggo eventuali debiti. Niente cifre, per scelta. Il numero, ogni volta, serve a una cosa sola: capire a che punto sono con gli obiettivi. Per chi ha obiettivi più vicini dei miei, una volta l’anno è la cadenza giusta. Più spesso, no.
Errori da evitare
- Contare la casa al prezzo pagato. O peggio, al prezzo a cui «la venderebbe» il vicino. Serve una stima recente; il resto è speranza.
- Dimenticare il fondo pensione. È spesso la seconda voce dopo la casa, ed è la più ignorata: la posizione maturata è nel prospetto annuale.
- Contare i beni senza mercato. Mobili, vestiti, elettronica, il tavolo del nonno: valgono zero il giorno in cui devi venderli in fretta.
- Scordare i debiti «piccoli». Il telefono a rate, il finanziamento del divano, la carta revolving: sono passività come il mutuo, e costano di più.
- Guardarlo troppo spesso. Ogni mese il numero si muove con i mercati e non dice niente; una volta l’anno, sempre nello stesso mese, dice tutto.
Domande frequenti
Come si calcola il patrimonio di una persona?
Con la formula attività meno passività: tutto ciò che possiede al valore di oggi (liquidità, investimenti, fondo pensione, casa, beni rivendibili) meno i debiti al capitale residuo. Prima si decide il perimetro: solo tu, oppure la famiglia, con i beni cointestati divisi a metà e il mutuo comune sottratto per intero al totale. Poi lo si rifà ogni anno con lo stesso perimetro, altrimenti i confronti non valgono.
Patrimonio netto: cosa comprende?
Tutto ciò che ha un valore di vendita oggi: liquidità, investimenti, posizione maturata nel fondo pensione, TFR in azienda, immobili, auto e beni con un mercato, crediti che rivedrai. Non lo stipendio, che è un flusso, né mobili, vestiti ed elettronica, che venduti valgono quasi zero.
La casa va inclusa nel patrimonio netto?
Sì, al valore di una stima recente, con il mutuo residuo tra i debiti. È utile guardare anche il patrimonio netto senza la casa e senza il suo mutuo: è la parte che potresti usare senza cambiare vita.
Il fondo pensione e il TFR contano nel patrimonio netto?
Sì. Il fondo pensione alla posizione individuale maturata, il TFR lasciato in azienda al valore rivalutato. Non sono liquidi, ma sono tuoi. Se il TFR viene versato nel fondo, è già dentro la posizione: non contarlo due volte.
Cosa vuol dire un patrimonio netto negativo?
Che i debiti superano ciò che possiedi. Succede a chi ha appena acceso un mutuo con un anticipo basso o a chi ha molti prestiti al consumo: la priorità diventa ridurre i debiti più costosi prima di investire.
Fonti e aggiornamenti
- Banca d’Italia, conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie, quarto trimestre 2025 (giugno 2026): ricchezza netta media e mediana, quote per decile, peso delle abitazioni: bancaditalia.it
- ISTAT, «Prezzi delle abitazioni, IV trimestre 2025»: +3,8% nel 2025, calo 2011-2019, prezzi reali sotto il 2010: istat.it
- ISTAT, dati sull’abitazione: l’81,6% degli italiani vive in una casa di proprietà (2024): istat.it
- Agenzia delle Entrate, Osservatorio del mercato immobiliare, «Rapporto immobiliare 2025» e quotazioni per la stima degli immobili: agenziaentrate.gov.it
- INPS, istruzioni per la compilazione della DSU ai fini ISEE: il patrimonio netto delle imprese e delle società tra i patrimoni mobiliari: inps.it
- COVIP, guida alla previdenza complementare e alla posizione individuale: covip.it
Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2026 · Testo di Eros Benedetti, consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF. Gli esempi hanno ipotesi semplificate a scopo didattico: leggi le avvertenze.
- Tag: budget, patrimonio netto, risparmio
Eros Benedetti
Consulente finanziario iscritto all’Albo unico OCF (delibera n. 2616 del 27/11/2024). Scrivo guide e costruisco calcolatori per aiutarti a capire i soldi senza fretta e senza fregature.


